A “farsi il procuratore”, ovvero ad uccidere Bruno Caccia, conferma Micu McDonald, giovane collaboratore di giustizia appartenente alla storica e potentissima famiglia di ‘ndrangheta degli Agresta  sono stati Rocco Schirripa e Francesco D’Onofrio.

In collegamento da un luogo protetto, fa il suo ingresso nel processo che vede Rocco Schirripa accusato di essere uno degli assassini di Bruno Caccia, Domenico Agresta.

Condannato per omicidio e associazione mafiosa, ora ha deciso di collaborare con la giustizia e ha raccontato in aula, con precisione e lucidità, senza intoppi o dimenticanze, le confessione a lui fatte dai boss dietro le sbarre.

È lo stesso padre,  Saverio Agresta , in occasione di una carcerazione comune a riferirgli delitto Caccia, due killer spietati.

Ma non gli hanno solo riferito solo chi ha materialmente premuto il grilletto, la sera del 26 giugno del 1983. A raccontare le ragioni che stanno dietro l’eliminazione del Procuratore è Placido Barresi, “un dio” all’interno del sistema carcerario, come definito da Agresta.

Ma chi aveva deciso di compiere questo delitto eccellente?

È sempre Barresi, cognato di Domenico Belfiore, il mandante dell’omicidio condannato all’ergastolo nel 1992, a confidarglielo.

Nel video vi raccontiamo la cronaca dell’udienza che si è tenuta lunedì 13, presso il Tribunale di Torino.

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