Nicola Cosentino, ovvero l'ascesa clamorosa dell'onorevole impresentabile

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Oggi la Camera lo ha graziato nuovamente. Con 298 voti favorevoli all’arresto e 309 contrari, Montecitorio ha negato la richiesta dei magistrati campani, a carico dell’onorevole Nicola Cosentino. Alla faccia del partito di opposizione, tanto sbandierato in questi mesi di Governo Monti, La Lega, con l’ennesima piroetta, ha salvato proprio lui, Cosentino. I Radicali decisivi, con 6 voti contrari.

Ripercorriamo un attimo le tappe principali della sua carriera politica, negli ultimi anni. Classe 1959, laureato in giurisprudenza, dopo una militanza iniziata giovanissimo nella sua regione, entra in Parlamento nel 1996 con Forza Italia. Nel 2008 viene nominato Sottosegretario al Ministero dell’Economia; nel frattempo è già coordinatore del PDL in Campania. La magistratura inizia ad occuparsi di lui, dopo che diversi collaboratori di giustizia lo indicano come tramite tra un pezzo della politica campana e la Camorra. Già nel 2008 il suo nome è inserito in un’inchiesta sullo smaltimento di rifiuti tossici, legato all’azienda ECO4 (in cui la famiglia Cosentino ha degli interessi).

Nel novembre del 2009 la Procura di Napoli ne chiede l’arresto, per concorso esterno in associazione camorristica: la richiesta viene respinta dalla giunta per le autorizzazioni a procedere della Camera. Poche settimane dopo una richiesta di sfiducia nei suoi confronti, promossa dalle opposizioni, andò a vuoto, per la mancanza dei voti necessari tra PD, IDV e UDC.

Ma nel giro di meno di un anno si torna a parlare di Nicola ‘O Americano. Perchè prova a candidarsi, senza successo, alla presidenza della regione Campania. Gli sarà preferito Caldoro (poi vincente alle elezioni); dall’altra parte, a sinistra, neanche a dirlo erano disperati (dopo 10 anni di Bassolino, Iervolino & co.). Qualcuno propose Roberto Saviano, il quale cortesemente declinò. Solo nella terra di Totò e dei fratelli De Filippo si poteva immaginare una sfida politica, tra il giornalista antimafia per eccellenza e il politico più chiacchierato e indagato della Campania.

Nel luglio del 2010 seconda mozione di sfiducia, alla quale non si arriva, per le preventive dimissioni di Cosentino dalla carica di Sottosegretario. A settembre la Camera respinge l’autorizzazione all’uso delle intercettazioni, per la magistratura che indagano sull’onorevole. Sempre nel 2010 Cosentino finisce nelle indagini sulla nuova P2 con Flavio Carboni (chi si ricorda dell’affaire Calvi?) e Denis Verdini, coordinatore nazionale PDL.

Nel 2011 il nome di Cosentino finisce in un’indagine della indagine che verte sull’ala militare dei clan, ma nelle oltre 1000 pagine dell’ordinanza di custodia cautelare del gip del tribunale di Napoli i reati considerati vanno dall’associazione a delinquere di stampo mafioso, al riciclaggio, alla corruzione al falso, tutti aggravati dall’articolo 7, l’aver agito cioè per favorire la criminalità organizzata. A Santa Maria Capua Vetere è già in corso un processo dove il parlamentare del Pdl è accusato di concorso esterno in associazione camorristica proprio per presunti rapporti con il clan dei Casalesi.

Si è così giunti a una seconda richiesta di arresto lo scorso dicembre.

Martedì, ultimo atto della farsa, la giunta per le autorizzazioni della Camera ha votato, sul filo di lana, per l’arresto: 11 sì e 10 no. Decisivi i voti della Lega, il deputato radicale Turco che si è opposto: ha invocato la locuzione giurisprudenziale del “fumus persecutionis”, sostenendo che non ci fossero prove pesanti per autorizzare l’arresto. Oggi si è pronunciata l’aula di Montecitorio, bocciando la richiesta di arresto.

Questi i fatti.

Ora saremo inondati delle opinioni di chiunque, soprattutto dei falsi garantisti che urleranno alla persecuzione.

Al lettore i commenti.

One thought on “Nicola Cosentino, ovvero l'ascesa clamorosa dell'onorevole impresentabile

  1. Maurizio Reply

    Difficile trovare le parole per commentare questa ennesima vergognosa pagina che ferisce ancora una volta chi crede nella giustizia. Spero solo che siano gli ultimi colpi di coda (c’è anche la bocciatura dei referendum) di una classe politica totalmente miope e lontana anni luce dalle difficoltà del paese.

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