La formazione degli animatori di Libera Piemonte Libera Piemonte è sempre stata convinta della necessità di formare e preparare, coloro che in nome  e per conto dell’associazione si approcciano ai percorsi nelle scuole, di educazione alla legalità e di  narrazione delle mafie e dell’antimafia sociale. Don Ciotti ci ricorda sempre come “non abbiamo  bisogno di saperi di seconda mano”, alludendo all’importanza di conoscere un fenomeno complesso  come quello delle mafie, in continua evoluzione e cambiamento, elemento che condiziona la storia  del nostro Paese e la stretta attualità. In questo senso, è fondamentale che le persone che entrano  nelle scuole, per rappresentare questa complessità agli studenti, siano da un lato consapevoli della  responsabilità del compito, dall’altro conoscitori della materia e delle tecniche e metodologie più  adatte per questo tipo di racconto.

Le mafie non sono rimaste quelle degli anni ’80, di cui ancora si  spiega giustamente l’importanza, per ricostruire una cornice minima volta a inquadrare la nascita di  Libera e i tratti salienti degli ultimi 20 anni. Nella loro evoluzione, hanno assunto connotati anche  nuovi, dimensioni extranazionali, caratteristiche di modernità e liquidità, per dirla con le parole di  Francesco Forgione. Inoltre, per quello che riguarda la nostra regione, il Piemonte, non si può non  rilevare la successione di fatti imprescindibili, che è avvenuta negli ultimi cinque anni:  dall’inchiesta Minotauro (giugno 2011), si può tracciare una linea che è costellata di altre  operazioni sul territorio piemontese (oltre 400 persone arrestate, molte delle quali processate e con  sentenza definitiva), due comuni sciolti per infiltrazione mafiosa (Leinì e Rivarolo Canavese), beni  immobili sottoposti a sequestro e confisca definitiva…

Lungi dall’essere una sorpresa, essendo ben  consapevoli che la presenza della criminalità organizzata sul nostro territorio ha radici lontane (basti  pensare al delitto Caccia, allo scioglimento di Bardonecchia, ai processi della seconda metà degli  anni ’90), diventa però cruciale confrontarsi con questi ultimi avvenimenti: per una maggiore e più  approfondita conoscenza delle dinamiche piemontesi, per una più precisa azione sui singoli territori  di presidi e coordinamenti provinciali, perché è nell’essenza stessa di Libera. Con queste premesse, ci sembra importante, per le sollecitazioni dei momenti di formazione  nazionale, proporre un percorso di approfondimento, rivolto a tutta la rete piemontese, per coloro  che intendono portare avanti incontri nelle scuole e non solo.

Qui il prezi del primo incontro:
http://prezi.com/lb6gomop_rdj/?utm_campaign=share&utm_medium=copy

formazione libera1 (PDF)