30 aprile 2018. A 36 anni dall’assassinio di Pio La Torre e Rosario di Salvo voluto da Cosa nostra, siamo entrati insieme alle Istituzioni in un luogo inaccessibile, fino a poco tempo prima. Una villa nella campagna di San Giusto Canavese – un piccolo centro di 3000 abitanti in provincia di Torino – confiscata a Nicola Assisi, narcotrafficante latitante.

Una vittoria dello Stato sulle mafie, che ha rappresentato il primo passo verso la restituzione sociale della struttura.

Ma da allora molte cose sono accadute. E ogni giorno che passa, questa vittoria si sgretola lentamente, mentre il bene rimane inutilizzato e privo di progetto di rivalorizzazione.

Poco dopo il 30 aprile, ignoti si sono introdotti nel bene piazzando due bombole di gas ed appiccando un incendio. Fortunatamente non c’è stata una deflagrazione, ma le fiamme hanno causato danni alla struttura.

Una chiara intimidazione per impedire un futuro diverso a questa villa, acquistata con i proventi del narcotraffico.

Il tempo trascorre, eppure nulla si muove. Per questo abbiamo pensato a un timer per rappresentare questa attesa inspiegabile.

Ci siamo mobilitati, sin dalla confisca definitiva, per contribuire al percorso di rinascita della struttura: tuttavia, dopo aver organizzato manifestazioni e azioni simboliche sul posto, aver presidiato fisicamente il bene e richiamato l’attenzione dei media e delle Istituzioni sull’urgenza di tale riutilizzo, questa villa presenta ancora le ferite dell’atto intimidatorio.

Libera chiede, dunque, che vengano avviate al più presto le procedure di bonifica, affidamento e riutilizzo.

Non possiamo permetterci di cedere all’intimidazione messa in atto, concedendo la vittoria alle mafie.

Questo timer rimarrà on line fino a quando lo Stato, quindi tutti noi, non riprenderà possesso della villa, riportandola a nuova vita.

 

AGGIORNAMENTI 

8 AGOSTO 2019

Una Conferenza di Servizi, atto che sancisce l’impegno di tutti gli enti coinvolti per far partire l’iter di restituzione sociale di un patrimonio confiscato, si è tenuta oggi a San Giusto Canavese, nella villa appartenuta a Nicola Assisi, narcotrafficante di primo piano arrestato l’8 luglio in Brasile dopo anni di latitanza. Una villa “liberata” nel marzo del 2018 che ha subìto un attentato incendiario, poco più di un anno fa. Oggi, alla presenza della Prefettura di Torino, dell’Agenzia Nazionale dei Beni Sequestrati e Confiscati, della Regione Piemonte, della Città Metropolitana di Torino e del Comune di San Giusto si è compiuto un passo avanti verso il percorso per restituire questo patrimonio alla collettività. Il bene sarà preso in gestione dalla Città Metropolitana, mentre la Regione Piemonte stanzierà i fondi necessari per bonificarlo. A seguito verrà pubblicato un bando per gestirlo.

 

18 SETTEMBRE 2018

CONSIGLIO METROPOLITANO

Indirizzi per le azioni propedeutiche alla destinazione di un bene confiscato alla criminalità organizzata nel territorio del Comune di San Giusto Canavese
Il vicesindaco Marocco ha brevemente illustrato le azioni che vanno a sanare le irregolarità edilizie relative a un compendio immobiliare confiscato alla criminalità organizzata, composto da una villa e dalle relative pertinenze, compreso il terreno di sedime, il tutto ubicato a San Giusto Canavese in strada vicinale Mosa 1. La villa è stata interessata in passato da un principio di incendio. Per rendere fruibile il complesso sono necessari alcuni interventi di sanificazione e ripristino. La Città metropolitana procederà alla pubblicizzazione di una manifestazione di interesse finalizzata ad individuare soggetti interessati all’assegnazione dell’immobile per sei anni in concessione d’uso gratuito. L’assegnatario dovrà farsi carico della manutenzione ordinaria e straordinaria del bene, per attività di interesse generale per il perseguimento, senza scopo di lucro, di finalità civiche, solidaristiche e di utilità sociale, condizionando la conclusione della procedura alla disponibilità del finanziamento da parte della Regione. La deliberazione è stata approvata all’unanimità.