Professionisti dell'antimafia

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Eppure ce lo siamo ripetuti mille volte: la prima mossa è sempre delegittimare chi disturba.
I poteri forti questo hanno dalla loro: controllano l’informazione, con
ciò condizionano la coscienza collettiva, con ciò spazzano via persone
e storie senza nemmeno sudare.
Per chi conosce il percorso della famiglia Masciari, le parole scritte
nella nota del Viminale in risposta all’articolo pubblicato dal
Corriere della Sera, sono tristi e pericolose.
Nel merito ha già risposto tempestivamente e puntualmente la famiglia Masciari stessa e quella risposta noi sottoscriviamo.
La famiglia Noviello, se non l’ha già fatto, farà altrettanto.
La denuncia che la famiglia Masciari porta avanti è relativa alle
drammatiche disfunzioni del "Programma Speciale di Protezione", in
piena coerenza con l’ultima relazione della Commissione Parlamentare
Antimafia
.
La famiglia rivendica una diversa e più rispettosa forma di tutela. E’
sulla sicurezza che non c’è stato e non ci potrà essere baratto e
compromesso.

Questa battaglia è battaglia di tutti coloro che in Italia scelgono la
strada della denuncia e della testimonianza. Queste persone sono poche
e saranno sempre meno, ma non perchè Pino Masciari denuncia 11 anni di
disfunzioni e attese deluse. Saranno sempre meno fino a che vedranno
uno Stato che non riformando i sistemi di protezione e reinserimento
sociale per i Testimoni, tagliando i fondi destinati alle Forze
dell’Ordine, tagliando i fondi destinati al funzionamento della
Giustizia, sospendendo i processi, mortificando la stampa, disarmando
le inchieste, lancia un messaggio chiaro: "Italiani, statevene zitti e
fatevi i cazzi vostri. Che l’Italia è una repubblica fondata sulla
furbizia e la sovranità appartiene a chi se la sa prendere ".

Davide Mattiello

presidente ACMOS

L’inchiesta del Corriere della sera

L’intervista a Pino Masciari

Il comunicato stampa del Viminale

La risposta della famiglia Masciar
i

La foto che correda l’articolo è stata scattata da Marco Donatiello il 1 giugno 2008 a Casal di Principe. In quell’occasione ci trovammo sulla tomba di Domenico Noviello con gli amici di Libera Caserta e con i Testimoni di Giustizia per testimoniare la nostra resistenza al fianco di uomini che, insieme alle loro famiglie, incarnano i valori più alti della Costituzione.

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