Inceneritore e false certificazioni

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La procura di Torino ha avanzato l’ipotesi di reato.

Quello che è partito come un ricorso amministrativo da parte di Cabinet Merlin nei confronti del gruppo Mwh, che aveva ottenuto la direzione dei lavori dell’inceneritore del Gerbido a Torino, si  è trasformato in “sospetto del trucco”.

Il Tar il 30 marzo ha annulato la gara con la quale è stata assegnata la direzione dei lavori e di concerto è partita l’indagine penale: l’ipotesi è quella di falso in autocertificazione.

Negli scorsi giorni gli inquirenti si sono presentati davanti alla Trm – Trattamenti Rifiuti Metropolitani – la società pubblica che gestisce tutti gli appalti per la costruzione del nuovo inceneritore, con un decreto di sequestro.

La Trm ha già dichiarato che non avendo motivo di dubitare, se il falso fosse accertato, tuteleranno i loro interessi.

La Cabinet Merlin si dichiara pronta a far partire i lavori, fermi da più di sette mesi.

I lagali di Mwh passano al contrattacco sostenendo l’assurdità delle accuse e la conformità della documentazione presentata.

Di certo c’è che l’appalto da 12 milioni di euro, che tanto aveva fatto discutere per le polemiche ambientali, da un lato rischia di mettere in ginocchio la gestione dei rifiuti, ma dall’altro merita tutti gli approfondimenti del caso da parte della procura di Torino.

Non ci resta che attendere gli sviluppi, sperando di non restare…inceneriti.



One thought on “Inceneritore e false certificazioni

  1. Azzurra

    a Torino li chiamano inceneritori a Napoli li chiamano termovalorizzatori da quando ragiono (anche non capendo) ho sentito chiamarli Ciminiere, so che sono un’alternativa per l’archiviazione dei defunti; l’idea di incenerire i rifiuti urbani è un’idea da trattare con cautela, io sono per l’aria pulita, fedele al mio nome

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