Legge sul gioco d’azzardo patologico: chiediamo alla politica dialogo e confronto

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La maggioranza di Alberto Cirio sospende dalla discussione in Consiglio Regionale la “proposta Leone”, iniziativa legislativa che avrebbe nei fatti smantellato la 9/2016, legge votata all’unanimità nella scorsa legislatura per contrastare il gioco d’azzardo patologico.

Da sempre difendiamo questa norma, perché ha prodotto – negli anni della sua applicazione – importanti risultati: come la diminuzione del gioco e della spesa dei piemontesi nel settore e l’individuazione di luoghi sensibili dove il gioco viene impedito.

Ci siamo spesi, insieme a tante realtà da anni impegnate nella lotta alle patologie derivanti dall’azzardo, contro la modifica dell’attuale piano normativo, chiedendo di essere auditi nelle commissioni competenti per far valere le nostre ragioni. Una richiesta accolta dal Presidente del Consiglio Regionale, ma che mai si è tradotta nei fatti.
La decisione di ritirare la proposta Leone è per noi una vittoria, raggiunta anche grazie alla mobilitazione di tante realtà che hanno mostrato la netta contrarietà all’abrogazione di una  buona legge e al lavoro in aula delle opposizioni.

La maggioranza, nella discussione in aula che ha portato alla marcia indietro della proposta “Leone”, ha parlato dell’importanza in democrazia di confrontarsi ed entrare nel merito delle questioni. Obiettivi, questi, che non possono essere raggiunti da un DDL (come nei piani della maggioranza) perché escluderebbe confronto e discussione.
Crediamo nel valore del dialogo per questo abbiamo avanzato la richiesta di essere ascoltati in audizione, per intavolare un confronto costruttivo volto al miglioramento della legge, non certo al suo svuotamento

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