Pensa alla salute!” è un’esortazione a non preoccuparsi, a non prendersela.
Noi, invece, utilizziamo questa frase di uso comune per una campagna sul presente e il futuro della sanità in Piemonte.

Perché, nella nostra Regione, molto sta accadendo – e molto cambierà ancora – sul versante della sanità. Noi vogliamo pre-occuparcene, perché – come recita l’articolo 32 della Costituzione – “… è fondamentale diritto dell’individuo e interesse della collettività”.

Libera Piemonte, in collaborazione con il progetto nazionale “Illuminiamo la salute”, ha deciso di lanciare una campagna rivolta alle Istituzioni regionali per ottenere la totale trasparenza e fruibilità dei dati relativi all’emergenza Covid e di quelli inerenti alla costruzione dei nuovi Parchi e Città della Salute.

Appalti, partenariato tra pubblico e privato, raccolta di fondi e donazioni – stanziati o che verranno spesi – che hanno permesso di fronteggiare l’emergenza Covid19 e che rivoluzioneranno l’accesso alla salute dei piemontesi.

Proprio per la mole degli stanziamenti e per il cambiamento sanitario in atto, vogliamo vederci chiaro, permettendo a tutti i cittadini piemontesi di comprendere dati, numeri ed evoluzione del comparto sanitario regionale.
Per accedere a queste informazioni e renderle fruibili a tutti, ci rivolgiamo direttamente alle Istituzioni piemontesi chiedendo loro un’azione di totale trasparenza. I nostri interlocutori diretti sono la Regione Piemonte e le stazioni appaltanti, gestori di questi processi e titolari di queste informazioni.

La campagna si suddivide in tre fasi, collegate tra loro:

-Illuminare: ottenere una trasparenza integrale richiedendo dati completi, aggiornati, aperti, comprensibili e fruibili
-Monitorare: vigilare sui dati ottenuti che saranno messi a disposizione di tutti
-Partecipare: proporre, partendo dai dati ottenuti e monitorati, strumenti che possano rafforzare il contrasto a pratiche corruttive e alle infiltrazioni delle organizzazioni criminali

 

I campi di intervento, su cui intendiamo concentrarci, sono due:

-Gli stanziamenti (pubblici-privati) messi in campo per fronteggiare l’emergenza Covid in Piemonte
-Parchi e Città della Salute in Piemonte: complesse strutture sanitarie, che si realizzeranno sul territorio nei prossimi anni, che modificheranno sostanzialmente l’accesso alla sanità in Regione.

Perché “Pensa alla salute!”

Trasparenza e pubblicazione dei dati sugli appalti devono essere garantiti “dall’ente pubblico” per legge. Ma ciò che è di dominio pubblico non sempre è compreso da tutti. Per questo, con “Pensa alla salute!” chiediamo alle Istituzioni di mettere in atto:

  • ulteriori strumenti per un approfondito monitoraggio della spesa pubblica, da parte della comunità e dei cittadini, 
  • ulteriori strumenti di contrasto ad interessi e azioni corruttive e mafiose.

La prima fase della campagna consiste nel richiedere alla Regione Piemonte e alle stazioni appaltanti tutti i dati, relativi agli appalti Covid e alle Città e Parchi della Salute in modo che siano completi, aggiornati, aperti e fruibili, con lo scopo di ILLUMINARE.

 

Capitolo 1: Covid-19: come sono stati spesi gli stanziamenti, e per cosa?

 

Dati alla mano

Per fronteggiare l’emergenza sanitaria, a partire dallo scoppio della pandemia fino a oggi, sono stati stanziati circa 16,4 miliardi di euro (dati del 17 novembre 2020). Questa somma rappresenta il totale delle risorse economiche allocate dallo Stato per supportare l’acquisto di servizi e forniture da parte delle amministrazioni pubbliche su tutto il territorio nazionale.

Di questi, oltre 670 milioni di euro (dati del 17 novembre 2020) sono stati indirizzati alla Regione Piemonte tramite 835 bandi di gara.

Tuttavia, di questi 670, solo 115 milioni di euro risultano aggiudicati. Consultando il portale Openpolis (www.openpolis.it ), che restituisce i dati ANAC, siamo in grado di ricostruire da chi, per cosa e come stati usati questi fondi solo per una cifra minoritaria.

Ma degli altri 555 milioni di euro, già stanziati, non abbiamo traccia.

Una seconda questione merita attenzione: l’assistenza territoriale e domiciliare. Con lo scopo di curare i pazienti nelle proprie abitazioni ed evitare l’affollamento dei reparti ospedalieri, è un servizio fondamentale, particolarmente in questo periodo.

L’emergenza Covid-19 ha fatto emergere con chiarezza la difficoltà di funzionamento del servizio dedicato a questo scopo, nonostante il grandissimo impegno del personale medico, (un esempio: le difficoltà a predisporre un numero di USCA (Unità Speciali di Continuità Assistenziale) adeguate al numero di abitanti e fornite di tutto il personale e attrezzature necessarie). Difficoltà che hanno fotografato, in un momento di emergenza, le carenze, l’inadeguatezza del nostro sistema sanitario e il bisogno di una medicina del territorio.

 

Perché è importante sapere 

Come già detto, la somma stanziata dallo Stato ha lo scopo di supportare i sistemi sanitari regionali nell’offerta di tutti i servizi necessari alla salute dei cittadini. Denaro pubblico, di tutti noi, per tutti noi, al fine di assicurare le cure in questo periodo difficile.

Avere traccia di dove siano finiti questi fondi e di come vengano utilizzati non solo rappresenta un diritto di noi cittadini – il cosiddetto “diritto di sapere” e di accesso alle informazioni della PA sancito in Italia dal d. Lgs. 97/2016 – ma anche un dovere delle Istituzioni nei nostri confronti, come definito dalla Trasparenza amministrativa.
Avere accesso alle informazioni che riguardano questi flussi di denaro è fondamentale per verificarne l’impiego e arginare interessi e fenomeni corruttivi e criminali, diffusi negli appalti soprattutto in periodi di emergenza.

 

Cosa chiediamo

Per tutti questi motivi, con lo scopo di “illuminare”,

Chiediamo che siano immediatamente forniti i dati delle raccolte fondi da privati per l’emergenza COVID-19. Il Piemonte è infatti una delle poche regioni inadempienti, nonostante l’obbligo di Trasparenza sancito dalla Legge 190/12.

Chiediamo che tutti gli stanziamenti pubblici, relativi alla gestione COVID-19, siano pubblicati in formato aperto e fruibile dalle stazioni appaltanti, in modo da permettere ai cittadini di informarsi con facilità rispetto alle modalità di utilizzo delle risorse collettive.

Chiediamo che le stazioni appaltanti non solo mettano a disposizione i dati secondo quanto è richiesto dalla legge, ma che lo facciano in tempo reale, ovvero a cadenza mensile o al massimo trimestrale. Anche in assenza di un obbligo formale sulle tempistiche, non è accettabile che tali dati vengano pubblicati con il ritardo di un anno, ostacolando così il diritto di sapere dei cittadini.

 

Chiediamo inoltre:

  • Che sia costituito un Osservatorio sulla domiciliarità, che risponda alle esigenze e ai bisogni dei cittadini e del personale medico tutto.
  • Che vengano offerti dati certi e completi sull’assistenza territoriale, al fine di assicurare totale Trasparenza su un servizio così essenziale per la popolazione e, in particolare, per le fasce più deboli.

In particolare chiediamo:

  • Documenti adottati (delibere di giunta, delibere di consiglio regionale, provvedimenti, piani regionali, delibere aziendali, ordinanze, circolari);
  • Risorse spese per assunzioni personale medico (con la tipologia di contratti: tempo indeterminato o determinato e quindi effettiva operatività attuale)
  • Assistenza erogata: piani individualizzati attivati, assistenza domiciliare integrata attivata, USCA, telemedicina, teleconsulti.

 

Capitolo 2: Trasparenza integrale per i Parchi e le Città della Salute

 

Dati alla mano

In Piemonte è in atto un cambiamento importante sul fronte dell’accesso alla salute da parte delle cittadine e dei cittadini. Sono le cifre pensate per compierlo, questo cambiamento, a rappresentare con chiarezza la sua portata: oltre 900 milioni di euro.

Questo stanziamento economico servirà a realizzare i cosiddetti “Parchi/Città della Salute”, ovvero complesse strutture sanitarie/urbanistiche che sostituiranno alcuni degli ospedali del territorio, ingloberanno progetti di didattica e ricerca.

In base al Programma di interventi di edilizia sanitaria, approvato dal Consiglio Regionale del Piemonte l’8 maggio 2018, sono due i progetti pianificati:
-Parco della Salute, della Ricerca e dell’Innovazione di Torino
-La Città della Salute e della Ricerca di Novara

Il progetto torinese prevede una spesa di 569,500 milioni di euro, mentre quello novarese si attesta attorno ai 374, 633 milioni di euro. Il costo prevede bonifiche, opere, arredi e tecnologie.

Investimenti nei quali il privato avrà un ruolo determinante [per Novara 240,12 milioni di euro, il 75% dell’opera,  per Torino 306 milioni di euro, il 53,7% dell’opera] nonostante si stia parlando del futuro della sanità pubblica regionale. Entrambe le opere verranno realizzate tramite partenariati pubblici- privati, di durata anche trentennale, e una con la procedura di dialogo competitivo

 

Perché è importante sapere

La modifica all’accesso alla salute da parte dei cittadini, lo stanziamento milionario stabilito, il ruolo fondamentale che il privato avrà e il condizionamento del volto urbanistico dei territori interessati degli interventi, sono gli elementi che ci hanno spinto a chiedere di voler attuare la massima trasparenza su questa operazione.

Le Città della Salute sono infrastrutture complesse, anche dal punto delle procedure amministrative per realizzarle. La trasparenza e la formazione di coloro che se ne occuperanno non possono che essere un valore.
La posta in palio infatti è altissima, perché la Regione Piemonte ha – di fatto – ripensato la sanità di fette importanti del nostro territorio e, di conseguenza, dei suoi abitanti.
Il volume economico dell’operazione, come abbiamo già detto, si attesta attorno ai 900 milioni di euro. Una cifra che potrebbe attrarre fortemente interessi corruttivi e mafiosi.

 

Cosa Chiediamo

La totale trasparenza dell’operazione è la richiesta alla base della nostra campagna. Siamo convinti sia necessario “illuminare”, attraverso diversi strumenti, le varie fasi di questi progetti, e altri futuri e assimilabili, per aiutare ad arginare fenomeni e interessi corruttivi e mafiosi. Siamo convinti, infatti, che solo applicando strumenti di vigilanza, istituzionale e civica, si giungerà a un effettivo monitoraggio “pre”, “durante” e “post” decisioni.

Chiediamo, sia alla Regione Piemonte che alle stazioni appaltanti, di rispondere al “diritto di sapere” delle cittadine e dei cittadini piemontesi. Vogliamo che sia superata la mera logica burocratica, pubblicando in rete un “portale della trasparenza” dedicato ai Parchi/Città della Salute per permettere ai cittadini di comprendere i passaggi e l’iter, con dati e infografiche strutturati secondo 5 direttrici:

  • Perché”   (motivazione della scelta di costruire l’opera)
  • Quando” (stato dell’avanzamento dell’opera nelle sue diverse fasi)
  • Come”     (tipologia di costruzione e contezza delle forme e dei passaggi degli appalti)
  • Dove”      (luoghi e spazi)
  • Chi”     (ruolo dell’ente pubblico, ruolo dei soggetti privati, forme di collaborazioni e       contrattuali).

Chiediamo, inoltre, che il portale rispetti i seguenti parametri:

  • multifonte“, ossia deve convogliare al suo interno ogni dato che attiene alla costruzione dei Parchi e Città della salute,
  • open”, con dati aperti sempre aggiornati, utilizzabili e riutilizzabili secondo gli scopi che si vorrà porre nell’atto di vigilanza civica da parte di società civile organizzata,
  • aggiornabile nelle funzioni” prevedendo la possibilità di adattarsi a nuovi bisogni di sapere che emergeranno, integrando funzionalità a seconda di future esigenze di trasparenza.

Chiediamo che si prevedano strumenti di monitoraggio e contrasto come patti d’integrità, white list, protocolli con Forze dell’Ordine, Anac e Istituzioni che, come avvenuto per altre infrastrutture, possano rafforzare intese, sinergie e controlli per meglio agire contro le possibili azioni corruttive e mafiose che potrebbero interessare la realizzazione delle opere e, in un secondo momento, la gestione.

L’ultima richiesta della nostra campagna punta al coinvolgimento costante della popolazione piemontese, partendo da un principio stabilito dalla legge Anticorruzione 190 del 2012.
L’articolo di legge prevede il “dibattito pubblico permanente”, attraverso il quale coinvolgere la cittadinanza quando verranno prese decisioni determinanti sull’accesso alla cura, sul diritto alla salute e sulle modifiche al tessuto urbano.

 

Attivati e sostieni la nostra campagna “Pensa alla Salute!” Scrivi al governatore del Piemonte Alberto Cirio
Vogliamo capire quali sono state e sono le difficoltà dei piemontesi sul fronte dell’accesso alla cura, durante tutto il periodo Covid19.
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